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	<title>A Better Mundi &#187; Delbi</title>
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		<title>UNA GIORNATA NO!!</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 10:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lungo la rotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante giornate no vi capitano in un anno? Io non le sto a contare tutte ma, sono parecchie: C&#8217;è la giornata in cui ricevi cattive notizie, la giornata in cui la macchina non ti parte e arrivi in ritardo al &#8230; <a href="http://www.abettermundi.com/2012/06/una-giornata-no/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quante <em>giornate no</em> vi capitano in un anno?</strong> Io non le sto a contare tutte ma, sono parecchie: C&#8217;è la giornata in cui ricevi cattive notizie, la giornata in cui la macchina non ti parte e <strong></strong>arrivi in ritardo al lavoro o ad un appuntamento, mentre cerchi un autobus ti cade il cellulare e si rompe, al lavoro il capo ti fa la predica, hai dimenticato i soldi del pranzo e quando torni a casa sei di un umore così nero che litighi con chiunque ti si avvicina; e una di quelle giornate in cui ci si alza con la luna storta senza un motivo? mai capitate giornate del genere?<strong><span id="more-363"></span></strong><br />
<strong>Una <em>giornata no</em> esiste nella vita di chiunque, il tuo umore è così fragile che basta una parola storta o un piccolo diverbio che tutto va in frantumi.</strong><br />
A me capita, in queste giornate, di aver l<strong>a sensazione di non essere capita da nessuno, qualsiasi cosa mi urta e mi fa innervosire, iniziano le paranoie e tutte le mie certezze vengono messe in discussione</strong>: “Nessuno mi capisce”, “A nessuno importa di me”, “Non sono buona a fare niente”!! In queste giornate non ho voglia di fare nulla, mi chiudo in me stessa per non pensare, <strong>è uno stato d&#8217;animo difficile da spiegare agli altri,</strong> in queste giornate si arriva anche a pensare di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato ed<strong> il senso della propria vita sembra inesistente.</strong><br />
Il peso della quotidianità diventa opprimente e ci sembra di dover combattere ogni giorno contro i “mulini a vento” &#8230;. ma è solo una <em>giornata no.</em><br />
<strong>Tutte le volte che attraversiamo un momento difficile tendiamo a credere che sarà sempre così, che non riusciremo a venirne fuori. Invece, succede ogni volta, anche una <em>giornata no</em> finisce. Allora che fare? Stare lì seduti ad aspettare che il proprio umore torni sereno da solo il giorno dopo?</strong> A me questa soluzione non piace, mi sembra di perdere tempo,<strong> sprecare una giornata in cui si potrebbe essere felici</strong> per incapacità di reagire non fa per me.<br />
Per risolvere la situazione ho escogitato un metodo: <strong>fare tutto ciò che mi rende felice e mi fa sorridere, allora mi sono chiesta: cosa mi rende felice?</strong> Questa, amici miei, è stata la parte più difficile, ma ci sono riuscita e ho composto una lista di cose che mi migliorano la giornata, ecco alcuni esempi:<br />
1.<strong>Farmi coccolare dalla mia cagnolina</strong> che tutta scodinzolante e festosa mi riempie di “baci” indipendentemente dal mio umore, lei non mi sta alla larga perché ho una <em>giornata no</em>, lei è felice di vedermi in ogni giornata!<br />
2.<strong>Mangiare i miei cibi preferiti</strong>, al diavolo la linea, il dottore e i brufoli, in una <em>giornata no</em> io mi sfondo dei cibi che mi fanno tornare il buon umore!<br />
3.<strong>Ascoltare la buona musica</strong>, quella che inevitabilmente mi fa muovere il piedino anche se ho la febbre, ho una mia playlist memorizzata di musica allegra ed energetica, canzoni che mi danno la giusta carica, non importa se il mio vicino sente la canzone dei puffi a ripetizione, se è quella che ti dà la carica che canzone dei puffi sia!!<br />
4.<strong>Leggere un bel libro</strong>, scritto bene, ma così bene che ti ci immergi e non ne esci più fino a che non lo hai finito, uno di quei libri che ti fanno dimenticare dove sei e cosa devi fare perché ormai sei là, in quel mondo, e ci stai così bene che non vorresti uscirne più!<br />
<strong>Queste sono solo alcune delle cose che mi trasformano una <em>giornata no</em> in una giornata si</strong>, attenzione però, questo è il mio metodo ed è la mia lista; <strong>avete voglia di pensarci e crearne una anche voi? Magari condividetela perché non si sa mai, potreste scoprire che quello che fa felice voi rende felice anche qualcun altro</strong>, non sarebbe male, no?</p>
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		<title>Come sconfiggere un drago</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 01:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lungo la rotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai mai combattuto contro un drago? Uno di quei draghi terribilmente feroci che il solo pensarci ti fa sudare freddo e tremare di paura? No, non sono pazza i draghi esistono, sono sotto ai nostri occhi da sempre e nei &#8230; <a href="http://www.abettermundi.com/2012/03/come-sconfiggere-un-drago/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai combattuto contro un drago? Uno di quei draghi terribilmente feroci che il solo pensarci ti fa sudare freddo e tremare di paura? No, non sono pazza <strong>i draghi esistono</strong>, sono sotto ai nostri occhi da sempre e nei secoli l&#8217;uomo ha sempre cercato di sconfiggerli; le avventure di questi uomini le avete lette nelle favole, nei miti e nelle leggende, ma nei miti, nelle favole e nelle leggende non esiste sempre una parte di verità?<span id="more-255"></span></p>
<p>Considerato, per la sua ferocia e la sua forza, un temibile avversario,<strong> il drago è protagonista di fiabe e racconti diffusi in tutte le culture fin dall’antichità, rappresenta le forze oscure e demoniache, i mali del mondo, le nostre paure più profonde e se non ne hai ancora incontrato uno stai pur certo che, prima o poi, ti si presenterà davanti sotto una qualsiasi forma e in quel momento dovrai essere pronto.</strong></p>
<p>Come i cavalieri del passato devi prenderti tempo per pensare a come agire, preparare un piano e soprattutto non essere solo, <strong>non si combatte un drago da soli</strong>, non fare mai affidamento solo sulle tue forze ma appoggiati a compagni fidati e valorosi pronti a sorreggerti, <strong>non possiamo sfuggire, bisogna scendere in campo a combattere le nostre battaglie, ma dobbiamo farlo noi, non deve farlo qualcun altro al posto nostro</strong>; solo così si può essere sicuri di aver sconfitto il drago e di essere pronti e preparati per la prossima battaglia.</p>
<p>Ci sono persone che ogni giorno combattono: combattono per qualcosa in cui credono, per degli ideali, combattono contro la guerra, contro le ingiustizie del mondo, combattono contro malattie, contro la perdita di persone care, contro la droga o l&#8217;alcool, <strong>molte persone non si arrendono perché sanno che c&#8217;è in gioco qualcosa di molto importante come la vita o la propria felicità e sanno che non possono scendere a patti con la propria coscienza</strong>; molti vincono le proprie battaglie altri non ci riescono ma questo non è un buon motivo per non tentare.</p>
<p>Nella mia vita non ho mai combattuto contro uno di questi mostri, diciamo che ho sempre dovuto affrontare piccole lucertole o al massimo dei coccodrilli, è dura e<strong> la tentazione di scappare è forte</strong> ma mi hanno insegnato a non fuggire davanti alle difficoltà e di chiedere aiuto se non riesco ad affrontare tutto da sola, <strong>non temere di essere considerato un debole o un codardo nel chiedere aiuto</strong>, anzi è un atto di grande forza e intelligenza che ti costringerà ad affrontare le situazioni e a prendere atto di quanto tu possa essere forte!</p>
<p>Gilbert Keith Chesterton ha scritto: <strong>“Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già sanno che esistono, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere uccisi”</strong>, non dimenticare mai l&#8217;insegnamento appreso dalle favole che ti raccontavano da piccolo, non smettere di sperare e soprattutto di combattere, è importante sapere che i draghi di qualsiasi forma e aspetto possono essere sconfitti!!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un mondo pieno di stimoli&#8230; fino ai 3 anni!!!</title>
		<link>http://www.abettermundi.com/2012/01/un-mondo-pieno-di-stimoli-fino-ai-3-anni/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 18:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lungo la rotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando nasce un bambino, oltre all&#8217;immensa gioia dei genitori e parenti, ci si preoccupa subito che questo piccolo esserino sia, oltre che sano e felice, anche adeguatamente stimolato; ogni genitore si preoccupa che il proprio figlio, nelle prime fasi di &#8230; <a href="http://www.abettermundi.com/2012/01/un-mondo-pieno-di-stimoli-fino-ai-3-anni/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando nasce un bambino, oltre all&#8217;immensa gioia dei genitori e parenti, ci si preoccupa subito che questo piccolo esserino sia, oltre che sano e felice, anche adeguatamente stimolato; ogni genitore si preoccupa che il proprio figlio, nelle prime fasi di vita, sia circondato da oggetti che stimolino la fantasia, l&#8217;ingegno e la capacità di osservazione. <strong>E&#8217; fondamentale che nei primi tre anni di vita il piccolo impari a creare, inventare e</strong><strong> sviluppare la fantasia; vogliamo che viva in modo attivo e curioso, che scopra la realtà esterna e se stesso in relazione ad essa, ma poi? Cosa succede dopo?</strong><span id="more-168"></span></p>
<p>Il bambino cresce, inizia le elementari e di tutti i bei discorsi sullo sviluppo della creatività e della curiosità non ne rimane più niente, iniziano i compiti, deve studiare e portare a casa dei bei voti, non importa se il bambino disegna benissimo, o se sa costruire con i lego l&#8217;esatta riproduzione della villa di versailles, se non studia è svogliato, se non ce la fa non è intelligente!</p>
<p><strong>Non capiamo che l&#8217;incentrarsi esclusivamente sullo studio, il fatto che debba sempre dimostrare di essere intelligente con i voti fino ai diciannove anni di età sono cose che tolgono al bambino la voglia di studiare, la sua curiosità di scoprire, la voglia di capire i propri interessi!</strong></p>
<p><strong>Quello che sto dicendo non è: “Non importa se non studia, fregatevene se viene bocciato!” ma piuttosto: “Insegnategli a dare il massimo e ad impegnarsi, il risultato verrà da sé, e se non è il massimo sicuramente sarà il meglio che è riuscito a fare con il massimo impegno”.</strong></p>
<p><strong>Non fraintendetemi, quello che dico è di non concentrarsi sui risultati, sull&#8217;importanza di avere un nove o un dieci, ma sui mezzi per migliorarsi.</strong></p>
<p>Sapete cos&#8217;è il “pensare divergente”? è una capacità essenziale per la creatività, pensare divergente è l&#8217;abilità di riuscire a trovare tante possibili risposte ad una domanda, tante possibilità di interpretare una domanda, cercare di vedere più risposte invece che una sola.</p>
<p>Ci sono dei test per verificare quanto una persona possa pensare in maniera divergente, ad esempio chiedono: “quanti usi riesci ad individuare per una graffetta?” la maggior parte delle persone riesce a trovare 10 o 15 risposte, gente molto brava può arrivare a 200 risposte.</p>
<p>Anni fa ci fu uno studio americano sul pensare divergente, fecero dei test a 1500 bambini dell&#8217;asilo e su 1500 bambini il 98% risultò un genio del pensare divergente, rifecero il test agli stessi bambini cinque anni dopo (tra gli otto e i dieci anni) e il risultato è stato che solo il 50% dei bambini ha superato il test, rifacendo il test dopo altri cinque anni (tra i tredici e i quindici anni) solo il 20% dei bambini superò il test.</p>
<p>Tutto questo la dice lunga, si pensa che partendo da piccoli, studiando, si diventa bravi con il tempo, crescendo, ma questo test ci dice invece che abbiamo tutti questa capacità e che questa capacità viene persa. Passiamo tanto tempo a scuola dove ci viene insegnato che c&#8217;è una sola risposta e che non si deve copiarla ma studiarla, e questa risposta è una, ed è uguale per tutti, e qui i nostri ragazzi perdono gli stimoli, e smettono di essere curiosi e creativi, diventano gli adolescenti svogliati che vediamo oggi.</p>
<p><strong>Stiamo istruendo i nostri ragazzi anestetizzandoli, ma dovremmo fare l&#8217;opposto, dovremmo risvegliare quello che hanno dentro: come fare?</strong></p>
<p>Per catturare l&#8217;interesse di bambini e adolescenti bisogna stimolare la loro curiosità sui temi che a loro stanno a cuore: cosa vogliono sapere? Cosa gli interessa veramente? Ogni ragazzo è diverso, con gusti e interessi diversi, basta iniziare a parlarci e&#8230;funziona!! Tre giorni fa ad un ragazzino che era triste, gli ho chiesto come mai fosse sempre annoiato e disinteressato e lui mia ha risposto: “Certo che m&#8217;interesso di qualcosa e che a nessuno importa di cosa!!” -Bam!- Era fatta! Gli ho chiesto a cosa s&#8217;interessava e gli si sono illuminati gli occhi, aveva una gran voglia di parlare dei suoi interessi e in un&#8217;oretta ho scoperto più cose di lui che in anni di frequentazione, gli piace suonare la chitarra e cantare, leggere i fumetti e andare al cinema, compone anche!! E io che pensavo fosse svogliato, niente affatto era solo annoiato dalle solite cose che si fanno, lui voleva creare e parlare di musica e dire a tutti quanti come fosse felice con in mano una chitarra, e io sono stata la solita “adulta” stupida nel pensare che un ragazzo musone, con voti mediocri a scuola fosse il solito adolescente annoiato della vita!! Ora ho a casa i suoi spartiti, voleva farmeli vedere, non importa il fatto che io non ne so niente di musica, voleva dimostrarmi che era vero quello che diceva e che ne è orgoglioso!! <strong>Quello che ora vi chiedo io è di provare ad andare oltre alle apparenze e se conoscete dei bambini o dei ragazzi parlateci, non date giudizi affrettati, se siete genitori, zii, nonni, cugini o fratelli maggiori di qualche ragazzino interessatevi dei suoi hobby, di ciò che gli piace, dategli qualche dritta, magari scoprirete che ama leggere come voi o ama l&#8217;arte come voi, consigliatelo, ditegli che alla prossima mostra fotografica ci andrete insieme perché anche a voi piace la fotografia, credetemi lo farete felice e risveglierete in lui la curiosità dell&#8217;approfondimento e il gusto di esprimersi sui propri interessi e magari imparerete qualcosa di nuovo anche voi!!</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HbOWTkZRBWQ&amp;feature=player_embedded">Cambiare il Paradigma dell&#8217;Educazione</a></p>
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		<title>Riguardo alla curiosità</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lungo la rotta]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera mi sono ritrovata a parlare con amici sull&#8217;importanza dell&#8217;informazione. Ci chiedevamo cosa possa spingere un individuo a informarsi e a conoscere? Cosa potrebbe spingere un ragazzo ad aprire un libro non per obbligo scolastico ma per pura sete &#8230; <a href="http://www.abettermundi.com/2011/10/riguardo-alla-curiosita/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera mi sono ritrovata a parlare con amici sull&#8217;importanza dell&#8217;informazione. Ci chiedevamo cosa possa spingere un individuo a informarsi e a conoscere? Cosa potrebbe spingere un ragazzo ad aprire un libro non per obbligo scolastico ma per pura sete di conoscenza? Cosa porta uomini e donne ad uscire la sera per andare a teatro o a mostre d&#8217;arte invece di restarsene a casa davanti alla tv? Non possono essere scelte semplicemente dettate dalla noia ma, secondo me (e secondo i miei cari amici) dalla curiosità!</p>
<p><span id="more-62"></span>La curiosità, intesa come <em>“piacere di accrescere il proprio sapere e di fare nuove esperienze”</em>, è da sempre uno dei motori del genere umano; i più grandi uomini della storia erano tutti spinti dal desiderio di soddisfare le loro curiosità e sull&#8217;onda di questo impulso hanno pensato e creato grandi opere, pensate a Leonardo da Vinci o a Galileo Galilei giusto per citarne un paio, ma come si pratica la curiosità?</p>
<p><em>“La curiosità- ha scritto Foucalt- evoca la cura e l&#8217;attenzione che si presta a quello che esiste o che potrebbe esistere”.</em></p>
<p>C&#8217;è la realtà e c&#8217;è ciò che è possibile, ciò che vale la pena praticare e studiare, a mio avviso, non è quello che conviene conoscere ma tutto ciò che consente di smarrire le proprie certezze, <strong>cercare di guardare le cose in maniera differente e cercare di realizzare l&#8217;impossibile.</strong> Secondo voi, invece come si pratica la curiosità? Il desiderio di conoscenza deve essere coltivato o è innato in ognuno di noi? In fondo esistono persone che non s&#8217;interessano a nulla e a cui non importa di nulla.</p>
<p>Tutto ciò mi dà da riflettere e dopo la conversazione dell&#8217;altra sera mi muovo spinta dall&#8217;impulso di fare nuove esperienze e soprattutto dal conoscere il perché oggi regni un&#8217;apatia così diffusa alla conoscenza. Ma davvero i giovani non s&#8217;interessano a nulla? o è più facile pensarlo perché per noi è più semplice non stimolarli e non insegnargli nulla? Davvero sono loro che non vogliono scoprire il mondo? o siamo noi a non volerli ascoltare e incoraggiare perché non abbiamo voglia o, peggio ancora, abbiamo paura di ciò che potrebbero scoprire? Davvero un adulto quando ha finito la sua giornata lavorativa non ha più stimoli? o è la società a toglierglieli perché è più comodo avere una massa di adulti che lavora, guadagna e spende le sue energie dove gli dicono di spenderle?</p>
<p>Le risposte a tutte queste domande ognuno di noi dovrebbe cercarle dentro di sè, io personalmente mi stò dando da fare per arrivarci e sono sicura del fatto che <strong>la curiosità porta o all&#8217;informarsi o a vivere nuove esperienze e da esse scaturiscono nuove conoscenze, tutto poi diventa, inevitabilmente, parte di ciò che si è, e magari anche un po&#8217; più liberi e consapevoli delle nostre scelte.</strong></p>
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